Ci sono notizie che profumano di orgoglio e gratitudine. Una di queste è la bellissima sorpresa che ci ha regalato il blog In cucina con Patty, parte del mondo GialloZafferano, con una ricetta davvero speciale: filetto di maiale con confettura di rosa Renée.
Vedere le nostre confetture artigianali entrare in una cucina così seguita e apprezzata è per noi motivo di grandissima gioia. Non solo perché si tratta di una piattaforma prestigiosa, ma perché la ricetta è stata pensata con gusto, passione e tanta curiosità verso il nostro lavoro.
Il piatto, elegante e aromatico, esalta le note delicate della rosa, dimostrando quanto possa essere versatile anche in abbinamenti salati. È proprio questo il cuore della nostra filosofia: la rosa non è solo un fiore da ammirare, ma un ingrediente da assaporare, capace di sorprendere chiunque lo provi.
Ringraziamo di cuore Patty per aver dato spazio alla nostra realtà e per aver portato il nostro “Roseto in tavola” nelle cucine di tanti lettori. È questo tipo di connessioni sincere che ci sprona ogni giorno a coltivare con amore, a trasformare con cura, e a condividere la bellezza che nasce dai nostri petali.
C’è qualcosa di magico quando il lavoro che si fa con amore viene riconosciuto e raccontato da occhi esterni, curiosi e attenti. È accaduto proprio così, a luglio 2024 quando siamo stati contattati dalla redazione del prestigioso magazine Sala&Cucina, punto di riferimento per la cultura gastronomica italiana.
La giornalista Simona Vitali ci ha ascoltati con reale interesse, ci ha fatto domande profonde, mai scontate, e ha saputo cogliere l’essenza più vera della nostra attività: coltivare rose edibili nel pieno rispetto della natura, trasformando quei petali profumati in confetture, sciroppi e sogni da gustare.
Il risultato? Un articolo che ci ha emozionati. Parole che raccontano non solo cosa facciamo, ma perché lo facciamo. Per questo lo condividiamo con immensa gioia, certi che anche voi possiate ritrovarvi tra le righe di questo piccolo grande racconto.
C’è un fiore che da secoli incanta poeti, innamorati e alchimisti del gusto: la rosa. Ma oltre alla sua bellezza regale e al profumo avvolgente, la rosa cela un cuore generoso di virtù. Quando diventa alimento, ogni petalo racconta una storia di benessere che affonda le radici nella tradizione e sboccia in nuove esperienze sensoriali.
Non solo il corpo ma anche l’anima
Le rose alimentari, coltivate senza trattamenti chimici, sono molto più di un ingrediente raffinato. Ricche di vitamina, offrono un sostegno naturale al sistema immunitario, aiutano la pelle a mantenersi luminosa e contrastano i radicali liberi con una carezza dolce e naturale. È come se ogni cucchiaino di confettura o sorso di sciroppo racchiudesse un piccolo segreto di giovinezza.
Ma non è solo il corpo a trarre beneficio dalla rosa. Anche l’anima si lascia cullare. La rosa, nella sua forma più pura, ha un effetto riequilibrante sull’umore: calma la mente, placa le tensioni, e porta con sé un senso di armonia. È un rimedio antico, usato anche nella medicina persiana e ayurvedica, per combattere la malinconia e favorire il sonno.
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Nei nostri sciroppi e confetture, ogni petalo viene raccolto a mano all’alba, quando la rugiada custodisce ancora il profumo della notte. Lavorati con delicatezza, i fiori mantengono intatta la loro poesia e sprigionano note floreali che trasformano una semplice tisana in un rito, una fetta di pane in un ricordo.
Integrare la rosa nella propria alimentazione è anche un gesto d’amore verso se stessi. Che sia in una colazione lenta, in un dessert profumato o in un cocktail serale dal gusto inedito, la rosa ci invita a rallentare, a sentire, a vivere più intensamente.
Perché ogni petalo porta con sé un messaggio: la bellezza non è solo da ammirare, ma da assaporare.
Incoronata la più bella del reame, la rosa detiene più di un ruolo nel mondo, a seconda del colore e della specie. Ci sono le rose antiche che inebriano con le loro fragranze, quelle moderne dalle tonalità più audaci che colorano i giardini, quelle ad arbusto e rampicanti che adornano i muri o le arcate, quelle selvatiche da cercare nei boschi. A parte la bellezza che le accomuna, forse non tutti sanno che tutte le rose sono anche commestibili.
Rose
Ebbene sì, ormai sdoganata dagli chef, già negli anni passati, la regina di tutti i fiori, si fa valere anche sulle tavole (apparecchiate) dei commensali più scettici. Foglie, boccioli, petali e cinorrodi, niente va sprecato, a parte radici e rami che invece possono rimanere tranquillamente saldi al terreno. Essendo uno dei fiori più antichi, più ammirati, più coltivati e più conosciuti al mondo, sono molte le popolazioni che ne hanno fatto buon uso, attraverso ricette diverse, per soddisfare vista, olfatto e palato.
Lo sciroppo di rosa è forse la sua versione alimentare più lampante, ma ci sono tantissimi altri modi per gustare la rosa. Certo, nelle bevande va alla grande, ma anche nei piatti è molto apprezzata e non solo per la sua regale presenza. Tanto per cominciare i petali. Essi possono essere grandi o piccoli, carnosi o sottili ma senza dubbio squisiti e delicati.
I vari usi della rosa in cucina
C’è chi li usa per fare l’acqua di rosa (non quella per struccarsi, ma quella adatta per essere utilizzata in cucina), chi li mangia crudi tra le foglie dell’insalata (insalata chic), chi li mette addirittura nei panini. Poi vengono usati per fare il risotto, per adornare le torte e c’è anche chi ci fa il pesto per condire la pasta. I petali inoltre si possono mangiare freschi, caramellati, saltati in padella o essiccati, utili per delle calde e profumate tisane invernali. I boccioli, quelli piccoli, raccolti correttamente, danno un tocco davvero romantico a qualsiasi piatto.
Prima di procedere con le ricette con le rose, è imperativo sottolineare una cosa: le rose di solito sono fiori fortemente trattati a causa della loro estrema suscettibilità agli afidi ai funghi, o ad altri parassiti e pertanto, è necessario affidarsi a coltivatori che le allevano per il solo scopo alimentare. Insomma, non si va dal fioraio a comprare le rose da utilizzarle ai fornelli. Mentre si va per sentieri alla ricerca di bacche di rosa canina (novembre è il periodo ideale), è interessante sapere che esistono anche rose particolari, dai profumi fruttati.
Una rosa nel piatto è vero è inusuale. Le rose si mettono nei vasi, si regalano a chi si ama, si usano per ornamento, al massimo ci fai il profumo. Eppure l’usanza di introdurre i fiori in cucina risale a millenni fa. Lo sanno bene i cinesi, gli antichi greci e romani.
rosa commestibile
Se ci pensiamo, mangiamo già normalmente alcuni fiori, come per esempio i fiori di zucca, ma immaginare di assaporare una violetta, una margheritina, addirittura un crisantemo o una rosa, ci sembra piuttosto strano. I prodotti che oggi arrivano sulle nostre tavole provengono per la maggior parte dai supermercati e molti di essi hanno subito un processo di industrializzazione. Ci sono alimenti in scatola, surgelati, sottovuoto, alcuni hanno i conservanti, altri i coloranti, ce n’è per tutti i gusti, alla fine ce ne siamo fatti una ragione. Ma mangiare i fiori? Quello no. Ancora per tante persone è una novità. I fiori si amano per la loro bellezza, per la loro fragranza, molte volte portano un messaggio, si curano con amore, rendono più belli i nostri giardini e i nostri balconi.
Nasturzio
Cosa c’è di strano allora se al mio pranzo, alla mia cena o anche al mio spuntino pomeridiano, voglio inserire questo valore aggiunto, questo pizzico di magia? La natura in fondo ce lo permette, perché esistono i fiori commestibili che non sono solo belli, ma anche buoni. Il fiore commestibile è il sorriso che aggiungiamo al piatto, è il gusto delicato o pungente che discretamente accompagna l’alimento, è una nota di colore in una giornata grigia, è l’ornamento che ci ricorda che la Natura in fondo è meravigliosa.
Bocca di Leone
Gli chef lo sanno bene: che sia un arrosto o un risotto, se viene accostato il fiore giusto, si fa la differenza. Tuttavia non tutti abbracciano questo modo di esprimersi ai fornelli. L’Italia, nonostante abbia una cultura culinaria antichissima, con il tempo ha abbandonato l’abitudine di cucinare i fiori. È rimasta molto forte in Liguria, dove le ricette dei “piatti fioriti” o delle marmellate di rosa si tramandano nelle famiglie da generazioni. Ma c’è qualcosa nell’aria: anche in Piemonte e in Valle d’Aosta è ritornata la curiosità sui fiori commestibili. È per questo motivo che probabilmente, molto presto, vedremo sempre più spesso i fiori nelle nostre pietanze. Nel frattempo allacciamo il grembiule e prepariamoci a scoprire i fiori commestibili e qualche ricetta utile e sfiziosa.